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Mille mani per una storia-I due team Genovesi sono partiti!

a cura di Piero Chiabra, diGenova OdV

Giacomo è un ragazzo timido, forse un po’ complessato. Per festeggiare i suoi 18 anni, è in partenza per un viaggio, il primo che fa senza i suoi genitori, e nel quale è accompagnato da un gruppo di amici che, forse, ne incontreranno altri lungo la strada. Il viaggio sarà lungo: percorreranno tutta l’Europa, cominciando da Parigi.
Al momento della partenza (Giacomo partirà, anche se all’aeroporto un notiziario lo informerà di una strana malattia che è stata scoperta a Wuhan…) lascia una lettera chiusa ai suoi genitori. Che cosa sarà scritto nella lettera?

La risposta a questa domanda la definiranno in molti, assieme a tante altre cose.
Quello sopra descritto, infatti, è l’incipit, elaborato dal noto scrittore Paolo Vanacore, di un romanzo ancora da scrivere, un romanzo la cui trama e il cui sviluppo verranno, a poco a poco, definiti e dipanati dagli studenti delle scuole italiane. Tutto ciò sta avvenendo nell’ambito di una delle sfide, denominata “Mille mani per una storia”, previste nell’ Hackaton #HackCultura2021 , lanciata dall’associazione DiCulther, il Network Italiano che costituisce la scuola a rete in Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities. Questa iniziativa, che interessa un gran numero di istituti scolastici della penisola, è in realtà una competizione tra team composti da gruppi di istituti scolastici di una singola città o regione. Ciascuno di questi team affiderà ai suoi studenti la composizione di un romanzo sulla falsariga dell’incipit sopra descritto.
I migliori 15 romanzi selezionati dalla Giuria verranno premiati con la pubblicazione e venduti in formato digitale.

C’è bisogno di iniziative di questo tipo, oggi.
L’uso eccessivo e non regolato delle tecnologie digitali da parte delle giovani generazioni ha causato, come ormai comprovato da svariati studi scientifici, una diseducazione non solo alla lettura di testi, ma anche alla stessa elaborazione di ragionamenti sequenziali, basati su catene causali di eventi e/o affermazioni.
Questo rende difficile l’approfondimento concettuale di argomenti complessi, ostacolando il processo di apprendimento e, in casi limite, la stessa articolazione del pensiero razionale. Avviare i giovani alla composizione di un romanzo vuol dire fargli articolare una trama, vale a dire una successione di vicende causalmente concatenate, e che devono essere certamente ben coordinate, pena contraddizioni e incongruenze che renderebbero il romanzo illeggibile.
La composizione è quindi un potente strumento educativo, che consente di fornire ai giovani gli strumenti non solo per conoscere il mondo, ma anche per gestire al meglio le stesse tecnologie digitali, massimizzandone il rendimento e l’efficacia. Oltre a ciò, il fatto che il romanzo sia scritto a più mani educa al lavoro di squadra, insegnando i principi di base per la partecipazione al progetto di una comunità, cosa forse ancora più essenziale oggi per vivere, lavorare e prendere parte a qualunque attività.
Questa iniziativa, operante a livello nazionale, vede per la città di Genova la partecipazione di tre istituti scolastici, Il Liceo A. D’Oria, il Liceo G. Mazzini, e il Liceo C. Colombo, organizzati in due team e coordinati dalla OdV diGenova.

Il primo Team è composto da due classi del Liceo A.D’Oria, 3°F – Prof.M.Terrana e 4°F – Prof.R.Pansardi e una classe del Liceo Mazzini, 2°A – Prof.L.Ramorino.
Il secondo Team è interamente composto da 3 classi del Liceo Colombo: 2°C – Prof.C.Traverso , 3°B e 4°C – Prof.P.Serra.
I lavori di scrittura del romanzo, che hanno suscitato il forte interesse, per non dire l’entusiasmo, degli studenti coinvolti, dovranno concludersi entro aprile 2021. Resta viva la speranza, nell’augurare ai team genovesi la vittoria, che forse questa esperienza possa indurre qualcuno dei partecipanti ad amare i libri, e magari, chissà, che a questa iniziativa si possa forse accreditare la nascita di qualche talento letterario del futuro.

Diceva Michelangelo che una statua è già nel blocco di marmo da cui proviene, basta solo asportare il materiale in eccesso per farla venir fuori. Anche Giacomo e la sua vicenda sono già lì, nascoste nel buio, e non c’è dubbio che i ragazzi e le ragazze che partecipano a questa iniziativa, con il loro ingegno, la loro freschezza e la loro sensibilità sapranno illuminare l’oscurità che la avvolge, e portarla alla luce. Così la storia di Giacomo vivrà, e sarà nota a tutti, e i ragazzi avranno imparato, forse, la bellezza dello scrivere.

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