La “musica” della tecnologia va in scena al DIBRIS per gli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini”

Partono le edizioni di Social Media Marketing, secondo modulo dei corsi promossi da Comune di Genova e Fastweb
Gennaio 9, 2020
Concluso il primo Percorso di Diffusione della Cultura Digitale dedicato alle classi terze dei Licei, nell’ambito dei PCTO
Febbraio 2, 2020
Show all

La “musica” della tecnologia va in scena al DIBRIS per gli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini”

Una “Batteria umana”, in cui un “batterista” picchia (leggermente!) sulla testa dei compagni, emettendo suoni diversi ad ogni colpo.
Una chitarra elettrica funzionante realizzata in cartone e stagnola.
Un gattino che insegue strumenti musicali e li suona dopo averli raggiunti.

Sono solo alcuni dei prototipi, creativi e divertenti, sviluppati dagli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini” nell’ambito dello stage “AlgoRitmi”, che si è svolto presso il DIBRIS nei giorni 21, 22 e 23 gennaio.
Lo stage nasce da una complessa e variegata iniziativa per la diffusione della cultura digitale nelle scuole, portata avanti dall’iniziativa diGenova del Comune di Genova, che ha la diffusione della cultura digitale come propria ragione costitutiva, e con il supporto del Rotary, che ha lo sviluppo culturale come una delle sue priorità a livello mondiale.
Lo stage, rivolto agli studenti delle terze classi dei licei, aveva l’obiettivo di familiarizzare i partecipanti con il mondo della programmazione, attraverso l’insegnamento dei concetti di base dell’organizzazione e della sintesi di sistemi software mutuata attraverso la musica.
Il punto di partenza è stato l’insegnamento dei rudimenti del linguaggio Scratch, un linguaggio grafico didattico sviluppato dai Media Lab del MIT per l’insegnamento del software, e questo ha permesso agli studenti, suddivisi in gruppi, di progettare e realizzare dei sistemi prototipali che, “giocando” con la musica, hanno comunicato loro le problematiche di sviluppo di un sistema informatico software e, parzialmente, anche hardware.
I prototipi, infatti, erano interfacciati a sistemi fisici che riproducevano suoni, in maniera, per così dire, variegata, il cui sviluppo è stato lasciato alla creatività degli studenti, che si è manifestata, come detto sopra, in maniera abbondante e fantasiosa.

Il seminario presso il DIBRIS ha fatto parte di una iniziativa di ampio respiro che si è dispiegata presso i due istituti. Tale iniziativa è consistita, oltreché nel seminario sopra riportato, anche nella  effettuazione di corsi di qualificazione ECDL per la patente digitale, e in una serie di seminari, detti “pillole digitali”, volti a comunicare agli studenti dei licei lo stato e le prospettive di una serie di tecnologie critiche, definite come ”tecnologie esponenziali”, che presumibilmente influenzeranno pesantemente il loro mondo e la loro società, quando si affacceranno, tra 5-7-10 anni, sul mercato del lavoro.

Come noto, l’Italia soffre di un “gap” di cultura digitale abbastanza marcato rispetto ad altri paesi. Iniziative come questa, nella sua strutturazione variegata e coordinata, mirano a recuperare questo gap proprio dove esso può avere conseguenze peggiori, presso i giovani in procinto di compiere la scelta degli studi universitari e di prendere decisioni fondamentali per il loro futuro personale e professionale.
Si è voluto, con questi corsi, da parte di DiGenova e del Rotary, trasferire agli studenti una serie di messaggi, che dicono quanto la tecnologia, e le discipline che la generano e la sostengono (matematica, fisica, etc.) sia interessante, creativa, e, in ultima analisi, “bella”, e in grado di avviare a carriere professionali appaganti e vantaggiose.
Anche il fatto che tale iniziativa sia stata mirata essenzialmente ai licei classici ha avuto lo scopo di sfatare un pregiudizio ancora troppo comune, e cioè che il corso di studi classici non sia adatto ad avviare gli studenti ad una carriera scientifica e tecnologica, un pregiudizio sfatato, oltreché da tutte le valutazioni pedagogiche, anche dalla realtà (alcuni degli stessi relatori delle “pillole digitali” avevano compiuto i loro studi liceali al classico!).

L’iniziativa, che ha riscosso il plauso unanime dei presidi e dei docenti degli istituti interessati, nonchè il vivo interesse e partecipazione degli studenti coinvolti, e verrà replicata il prossimo anno, in forme estese e aggiornate sulla base dell’esperienza acquisita.
Vi saranno altre chitarre elettriche di cartone, altri prototipi forse ingenui ma divertenti e creativi, e, forse, qualche giovane in più indotto a dedicarsi al campo, falsamente creduto arido, ma in realtà appagante e affascinante, della scienza e della tecnologia.

Team Formazione diGenova: Stella Cannizzaro, Piero Chiabra, Marco Penso.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *