La “musica” della tecnologia va in scena al DIBRIS per gli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini”

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La “musica” della tecnologia va in scena al DIBRIS per gli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini”

Una “Batteria umana”, in cui un “batterista” picchia (leggermente!) sulla testa dei compagni, emettendo suoni diversi ad ogni colpo.
Una chitarra elettrica funzionante realizzata in cartone e stagnola.
Un gattino che insegue strumenti musicali e li suona dopo averli raggiunti.

Sono solo alcuni dei prototipi, creativi e divertenti, sviluppati dagli studenti dei licei “D’Oria” e “Mazzini” nell’ambito dello stage “AlgoRitmi”, che si è svolto presso il DIBRIS nei giorni 21, 22 e 23 gennaio.
Lo stage nasce da una complessa e variegata iniziativa per la diffusione della cultura digitale nelle scuole, portata avanti dall’iniziativa diGenova del Comune di Genova, che ha la diffusione della cultura digitale come propria ragione costitutiva, e con il supporto del Rotary, che ha lo sviluppo culturale come una delle sue priorità a livello mondiale.
Lo stage, rivolto agli studenti delle terze classi dei licei, aveva l’obiettivo di familiarizzare i partecipanti con il mondo della programmazione, attraverso l’insegnamento dei concetti di base dell’organizzazione e della sintesi di sistemi software mutuata attraverso la musica.
Il punto di partenza è stato l’insegnamento dei rudimenti del linguaggio Scratch, un linguaggio grafico didattico sviluppato dai Media Lab del MIT per l’insegnamento del software, e questo ha permesso agli studenti, suddivisi in gruppi, di progettare e realizzare dei sistemi prototipali che, “giocando” con la musica, hanno comunicato loro le problematiche di sviluppo di un sistema informatico software e, parzialmente, anche hardware.
I prototipi, infatti, erano interfacciati a sistemi fisici che riproducevano suoni, in maniera, per così dire, variegata, il cui sviluppo è stato lasciato alla creatività degli studenti, che si è manifestata, come detto sopra, in maniera abbondante e fantasiosa.

Il seminario presso il DIBRIS ha fatto parte di una iniziativa di ampio respiro che si è dispiegata presso i due istituti. Tale iniziativa è consistita, oltreché nel seminario sopra riportato, anche nella  effettuazione di corsi di qualificazione ECDL per la patente digitale, e in una serie di seminari, detti “pillole digitali”, volti a comunicare agli studenti dei licei lo stato e le prospettive di una serie di tecnologie critiche, definite come ”tecnologie esponenziali”, che presumibilmente influenzeranno pesantemente il loro mondo e la loro società, quando si affacceranno, tra 5-7-10 anni, sul mercato del lavoro.

Come noto, l’Italia soffre di un “gap” di cultura digitale abbastanza marcato rispetto ad altri paesi. Iniziative come questa, nella sua strutturazione variegata e coordinata, mirano a recuperare questo gap proprio dove esso può avere conseguenze peggiori, presso i giovani in procinto di compiere la scelta degli studi universitari e di prendere decisioni fondamentali per il loro futuro personale e professionale.
Si è voluto, con questi corsi, da parte di DiGenova e del Rotary, trasferire agli studenti una serie di messaggi, che dicono quanto la tecnologia, e le discipline che la generano e la sostengono (matematica, fisica, etc.) sia interessante, creativa, e, in ultima analisi, “bella”, e in grado di avviare a carriere professionali appaganti e vantaggiose.
Anche il fatto che tale iniziativa sia stata mirata essenzialmente ai licei classici ha avuto lo scopo di sfatare un pregiudizio ancora troppo comune, e cioè che il corso di studi classici non sia adatto ad avviare gli studenti ad una carriera scientifica e tecnologica, un pregiudizio sfatato, oltreché da tutte le valutazioni pedagogiche, anche dalla realtà (alcuni degli stessi relatori delle “pillole digitali” avevano compiuto i loro studi liceali al classico!).

L’iniziativa, che ha riscosso il plauso unanime dei presidi e dei docenti degli istituti interessati, nonchè il vivo interesse e partecipazione degli studenti coinvolti, e verrà replicata il prossimo anno, in forme estese e aggiornate sulla base dell’esperienza acquisita.
Vi saranno altre chitarre elettriche di cartone, altri prototipi forse ingenui ma divertenti e creativi, e, forse, qualche giovane in più indotto a dedicarsi al campo, falsamente creduto arido, ma in realtà appagante e affascinante, della scienza e della tecnologia.

Team Formazione diGenova: Stella Cannizzaro, Piero Chiabra, Marco Penso.

 

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